OSSERVATORIO
Vacanze montane in ripresa
Di Giorgio Bretoni
Da Turismo Oggi del 1 Dicembre 2004
Il turismo montano è in crisi, anzi no: sta
per iniziare un periodo di interessante sviluppo e di rinnovato interesse.
L’indicazione arriva dalle indagini condotte da Skipass, la
manifestazione modenese, ormai punto di riferimento per gli operatori
del turismo invernale. Tre i soggetti monitorati:gli sci club e gli
operatori del turismo associato, i tour operator e le agenzie di
viaggio, il pubblico finale.
Secondo l’indagine, condotta assieme all’Anota, l’Associazione
nazionale operatori del turismo associato, su gran parte del territorio
nazionale, emerge che il 42% degli operatori intervistati prevede
di incrementare l’offerta, mentre il 55% manterrà i
livelli del 2003-2004, anno che aveva registrato un decisivo sviluppo.
Tra le mete più gettonate, primeggiano quelle del Nordest,
con il Trentino a farla da padrone, seguite da Lombardia e Valle
d’Aosta. Nel Centrosud brilla l’Abruzzo, che ha creato
un circuito unico tra più comprensori.
Anche per l’imminente stagione, saranno le località italiane
a farla da padrone, ma una buona quota di t.o. proporrà destinazioni
estere: oltre frontiera, è l’Austria, in particolare
il Tirolo, a mantenere la leadership, seguita da Francia e Svizzera.
Molto staccati Slovenia, Canada, paesi del Nord Europa.
L’appeal per la montagna si basa, secondo l’indagine,
soprattutto su due elementi: la rinnovata offerta di servizi e i
costi. Ora la vacanza, soprattutto se di almeno cinque giorni, non è più solo
sci ma anche shopping, fitness gastronomia, cultura. Non è un
caso che regioni come il Trentino , che hanno colto prima di altre
questa nuova tendenza, abbiano oggi una leadership indiscussa. Importante
anche la leva del prezzo. Con la crisi economica perdurante, i pacchetti,
soprattutto se pianificati fuori dai periodi di punta, possono essere
convenienti, con un prezzo medio di 1.750 euro.
Crisi della montagna alla spalle, dunque? Forse no, perché i
problemi del settore sono strutturali e galleggiano su ataviche abitudini
degli operatori turistici, restii a rinnovarsi e fare squadra. Ma
una lenta e progressiva inversione di tendenza. (riproduzione riservata)
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